Perché un uomo si prende cura di sé ha poco a che vedere con lo specchio. Gli italiani hanno una parola più grande di quanto sembri: cura. Non per essere visti, ma per il gesto in sé.
Che cosa significa prendersi cura di sé per un uomo?
Nella nostra lingua la cura del corpo è diventata una parola piccola, questione di aspetto, di come si appare. La cura va oltre. Non riguarda l'essere visti, ma il gesto: prendersi il tempo, dare attenzione, fare qualcosa con cura perché quella cura la merita. L'uomo che al mattino si prende cura di sé lo fa di rado per lo sguardo altrui. Lo fa per l'ora in sé.
Prendersi cura non è vanità
È qui la differenza. La vanità guarda fuori e si chiede cosa ne penseranno. La cura guarda dentro e non chiede nulla. È una forma di rispetto di sé che non ha bisogno di pubblico. L'olio caldo che si apre nel palmo, il profumo che resta un istante, la giornata che comincia con un gesto tutto tuo: tutto questo allena qualcosa che va oltre la pelle. Allena l'attenzione. E l'attenzione è il lusso più raro che esista.
Perché la cura viene dal sud
Non è un caso che portiamo questa parola dall'Italia. In Salento la cura non si separa mai dal piacere. Non ci si affretta a tavola, né in una conversazione, né al mattino. Il nord vi aggiunge la propria serietà: la convinzione che ciò che vale la pena vada fatto con cura e non in fretta. Dove i due si incontrano nasce ciò che riconosciamo come nostro.
La cura come abitudine quotidiana
Un buon rituale non chiede un armadio pieno di prodotti. Poche gocce di olio da barba, scaldate tra i palmi, massaggiate con calma fino alla pelle. Nessuna fretta, nessun eccesso. Chi lo ripete ogni mattina non cura soltanto la propria barba, ma regala alla giornata un inizio tranquillo che non appartiene ancora a nessun altro.
Prendersi cura non è una messa in scena. È la cura che dedichi a te stesso.
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